Medicina narrativa, dolore e cronicità. Due mezze giornate, dalle 14:00 del primo giorno alle 14:00 del secondo. Responsabili scientifici: Alfonso Papa e Beniamino Casale.
Il percorso narrativo della cura
La cura come tragedia greca
Il convegno segue un percorso ispirato alla tragedia greca: dalla frattura introdotta dalla malattia all’ascolto, dalla consapevolezza del limite alle decisioni condivise. Il dolore e la cronicità entrano nella scena attraverso le storie di chi li vive e il confronto con chi cura.
Il coro
Il coro coincide con la sala: professionisti sanitari, pazienti e caregiver partecipano con domande, esperienze e osservazioni. Le questioni raccolte alla fine della prima giornata vengono riprese nella seconda, così che il pubblico concorra allo sviluppo del percorso.
La catarsi
La catarsi è intesa come elaborazione condivisa dell’esperienza di malattia e di cura. Il racconto, la lettura recitata, le immagini e l’ascolto aiutano a riconoscere emozioni, conflitti e limiti e a tradurli in comprensione reciproca, con una ricaduta concreta nelle scelte terapeutiche.
Dalla frattura alla ricomposizione
La prima giornata attraversa il dolore, il rapporto tra misura e vissuto e il limite della guarigione. La seconda affronta l’incertezza, il valore dell’ascolto nelle decisioni e gli ostacoli organizzativi, fino alle proposte da portare nei percorsi di cura.
Prima giornata
| 14:00–14:20 | Il Prologo — Perché siamo qui: quale spazio per le storie nella cura? Il significato e gli obiettivi del convegno: il dialogo introduce il percorso dalla frattura della malattia alla costruzione di un’alleanza di cura. Formato: apertura dialogata |
| 14:20–15:00 | La Parodo — Parole d’apertura. Che cosa accade quando una persona racconta la propria malattia? Il racconto come parte della relazione di cura. Formato: intervento di una voce ospite, seguito da conversazione e domande della sala |
| 15:00–16:10 | Primo Episodio — Il dolore che si misura e il dolore che si racconta Quando scale, esami e vissuto della persona restituiscono prospettive differenti. Formato: una storia, più sguardi: breve racconto iniziale, confronto e discussione con la sala |
| 16:10–16:30 | Pausa |
| 16:30–17:40 | Secondo Episodio — Quando guarire non è l’unico orizzonte Cronicità, aspettative, autonomia e continuità della relazione. Formato: conversazione a più voci, guidata da domande |
| 17:40–18:25 | L’Agone Lirico — Un libro, una domanda. Come si racconta il dolore? La scrittura come testimonianza e occasione di comprensione. La voce del lettore o dell’attore favorisce la rielaborazione emotiva dei temi emersi. Formato: presentazione dialogata di un libro, lettura di brevi passaggi e confronto |
| 18:25–18:45 | L’Esodo del primo giorno — Le domande che restano Raccolta delle questioni aperte e delle sollecitazioni del pubblico: le domande del coro accompagnano il passaggio alla seconda giornata. Formato: restituzione partecipata |
Seconda giornata
| 09:00–09:15 | Il Ritorno — Riprendere il filo Le domande e le riflessioni della prima giornata. Formato: dialogo di riapertura |
| 09:15–10:25 | Terzo Episodio — Vivere nell’incertezza: il corpo, le attese, le parole Esperienze di malattia ematologica e immunomediata: diagnosi, terapie, remissioni e riacutizzazioni. Formato: conversazione a più voci, aperta da una breve testimonianza |
| 10:25–11:15 | Il Nodo Tragico — Ascoltare cambia le decisioni? Come la storia della persona può modificare obiettivi e scelte terapeutiche, e i conflitti etici tra indicazioni cliniche, priorità e scelte della persona. Formato: discussione di un caso, con domande e contributi della sala |
| 11:15–11:35 | Pausa |
| 11:35–12:35 | La Voce della Città — La domanda scomoda. Quanto spazio hanno le storie nei tempi della medicina? Ostacoli organizzativi, formazione e possibilità concrete. Formato: dibattito guidato, con coinvolgimento della sala |
| 12:35–13:15 | L’Epifania delle Immagini — Storie disegnate, cure da comprendere. La graphic novel tra medicina narrativa e dialogo sulla terapia Raccontare il vissuto del dolore e della cronicità attraverso immagini e parole, e spiegare terapie e percorsi di cura a pazienti e caregiver. Formato: incontro dialogato su una graphic novel, con proiezione e lettura condivisa di alcune tavole |
| 13:15–13:45 | Il Kommos — Che cosa portiamo nella pratica da domani? Proposte applicabili negli ambulatori e nei percorsi di cura: la ricomposizione del percorso si traduce in impegni concreti condivisi. Formato: confronto conclusivo con la sala |
| 13:45–14:00 | L’Esodo Finale — Le parole da portare via Sintesi condivisa e chiusura. Formato: dialogo conclusivo |
Come funzionano gli incontri
- Introduzioni brevi. Contributi di 5–7 minuti per avviare la conversazione.
- Spazio alla sala. Almeno un terzo del tempo di ogni incontro è dedicato al confronto e alle domande del pubblico.
- Pazienti protagonisti. Pazienti e caregiver partecipano alla preparazione dei temi e ai confronti, oltre che con le loro testimonianze.
- Letture. Passaggi brevi, scelti per introdurre una domanda o stimolare la discussione.
- Graphic novel. Tavole scelte per discutere sia il vissuto della malattia sia la comprensione di una terapia, a fianco del colloquio clinico e del consenso informato.
